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Il territorio racchiuso tra i confini dei paesi di Bitti, Lula, Onanì, Orune e Osidda ha dato i natali e ispirazione a tanti personaggi della cultura. Poeti, scrittori, politici, studiosi si sono distinti nei rispettivi campi facendo conoscere al mondo intero una parte di quella Sardegna spesso nascosta, ma che contiene in sé tanti aspetti della cultura, che a ben guardarli, si capisce il perché abbiano fatto spesso da “musa ispiratrice”.

La prima persona che nominiamo è Grazia Deledda. Scrittrice nuorese e vincitrice nel Nobel per la Letteratura nel 1929, ambientò in Terra di Sardegna tanti romanzi e racconti, narrando di religiosità e fede, sagre e convivialità, tradizioni e superstizioni (Colombi e sparvieri, Elias Portulu, Due miracoli, Colpi di scure, per citarne solo alcuni).

Restando nel campo della narrativa merita particolare attenzione Bachisio Zizi, autore orunese, ma anche pikaperderi (tagliapietre), operaio al mulino e poi bancario. Viaggiò e visse in tante città ma portò sempre con sé quell’infanzia-giovinezza di duro lavoro e i luoghi aspri e duri in cui crebbe, facendoli emergere nelle sue più grandi opere: Il filo della pietra, Il ponte di Marreri, Greggi d’Ira, Erthole.

Il paese sempre battuto dal vento, Orune, diede i natali a uno dei più grandi intellettuali del Novecento: Antonio Pigliaru. Autore di numerosi saggi di grande spessore, valutati ancora oggi un punto di riferimento imprescindibile per il dibattito sulla cultura sarda, è considerato uno dei più importanti antropologi giuridici italiani e uno dei maggiori studiosi della Sardegna. Pigliaru non è un autore “locale”. Anche quando affronta problemi tipici della realtà sarda, lo fa in modo più ampio ed è questa dimensione che gli consente di confrontarsi e di misurarsi ai livelli più alti con i principali problemi del proprio tempo. Le opere scientifiche di Pigliaru sono attraversate da un tema tipico e ricorrente: il rapporto fra il cittadino e lo Stato. Questo problema non risolto fa da sfondo e spiega la nascita di quel libro straordinariamente innovativo, nel campo della filosofia del diritto, che è “La vendetta barbaricina come ordinamento giuridico“. Oltre che uno studioso esemplare, Pigliaru è anche intellettuale eticamente impegnato sul piano civile. Ne sono testimonianza le lotte ideali e le numerose iniziative culturali che lo hanno visto protagonista.

Tra i grandi studiosi della cultura sarda è da citare Michelangelo Pira, conosciuto come Mialinu, giornalista, antropologo e scrittore:

«Ci sono cose che per capirle serve tempo ed esperienza; e cose che quando uno ha esperienza non le capisce più. Cose che per fortuna si dimenticano e cose che per fortuna si ricordano; e cose che si credono dimenticate e che invece un giorno all’improvviso ritornano alla mente»

Tra le sue opere, “La rivolta dell’oggetto”,in cui affronta i problemi di transizione della Sardegna dalla civiltà agro-pastorale a quella dei consumi, Isalle e Sos Sinnos.

Nel campo dell’antropologia si distingue anche Bachisio Bandinu, studioso di cultura tradizionale della Sardegna interna in trasformazione repentina negli ultimi decenni, e si occupa in particolare di questioni d’identità culturale e politica.

Menzione a parte merita Giorgio Asproni. Si occupò delle più importanti problematiche della Sardegna del tempo: agricoltura, colonizzazione, infrastrutture ferroviarie e marittime, miniere, circoscrizioni giudiziarie e amministrative, ordine pubblico. Fu uno dei primi e più convinti sostenitori della concezione dell’autonomia sarda inserita in una prospettiva federalista. Gli viene attribuito l’opuscolo “Progetto di legge pel miglioramento de’ Regolari dell’Isola di Sardegna” del 1850. La sua azione di sensibilizzazione della classe politica nazionale sui problemi sardi portò il governo, nel 1868, ad istituire un’inchiesta parlamentare sulle condizioni dell’isola.

L’elenco prosegue con i numerosi poeti che più di ogni altro hanno raccontato in limba le vicende del territorio: Melchiorre Dore, Ciriaco Antonio Tola, Diego Arca, Raimondo DeloguRemunnu ‘e Locu”. Quest’ultimo è omaggiato dallo storico gruppo di canto a tenore di Bitti, che con la voce di Piero Sanna fecero conoscere al mondo intero uno dei canti più arcaici del Mediterraneo.

Nel campo della pittura si distingue Diego Asproni, i cui murales e affreschi sono presenti in tanti paesi della Sardegna ma soprattutto decorano le pareti degli edifici e delle chiese dei borghi di Terra di Sardegna.