I Murales

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  • Borghi, CulturaCategory
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Precursore del muralismo in Sardegna fu il paese di San Sperate, dove l’artista Pinuccio Sciola portò l’arte fuori dai contesti museali per riporla in spazi pubblici, dove ognuno poteva esprimersi.

Siamo negli anni Sessanta del ‘900.

Pochi anni dopo lo stesso fenomeno si verificò a Orgosolo, nel cuore della Barbagia. Qui fu il gruppo anarchico milanese, chiamato Dioniso, a “porre il primo il colore”, seguiti dai ragazzi del Circolo Giovanile del paese, che spinti dall’attivismo, la rivendicazione e la contestazione, crearono una serie di manifesti atti a diventare poi delle vere e proprie opere decorative.

Nel corso degli anni le “tinte sui muri” si diffusero in tanti altri paesi della Sardegna, dove i contenuti politici lasciarono spazio anche alle scene di vita ordinaria, alle fatiche e agli elementi più caratteristici della cultura locale.

In Terra di Sardegna troviamo questi sorprendenti strumenti di comunicazione nei paesi di Lula e Onanì. In entrambi si compie un viaggio tra le dinamiche lavorative, con scene legate al pastoralismo e al lavoro in miniera, della quotidianità, come quelle legate alla panificazione, o ancora, altre di contenuto sociale e politico, come l’opera che ricorda la manifestazione degli abitanti di Onanì contro l’esproprio delle terre per la costruzione della colonia penale di Mamone.

Ciascuno racconta una storia diversa, facendo emergere il desiderio e il bisogno di esprimersi da parte di un popolo per certi versi ancora sconosciuto. Storie che ora sono perfettamente inserite in spazi comunitari e condivisi, alla portata di tutti.