Le miniere

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  • Ambiente, archeologiaCategory
  • «Ho portato avanti da sola la mia famiglia, non mi ha aiutato nessuno: la schiena e la zappa per fare la giornata. Ascoltate quanto ho lavorato! Questo mondo è crudele ed ho avuto, zappando e mietendo, più padroni cattivi che buoni.[...]E poi la miniera. Quanto mi è costata cara! Quattro ore di strada e otto ore per fare la giornata. Ho lavorato perfino per farmi una casa: facevo mattoni di fango dì e notte. Ma, vi prego, non accusatemi per aver lavorato tanto! Dalla laveria al piazzale, dal vagone alla carriola, per trasportare la calamina ho fatto ogni lavoro pesante. Ho fatto tanti lavori degli uomini! Quaranta vagoni sono arrivata a trasportare: ho lavorato più di un uomo per mantenere la mia famiglia. [...]» - Donna di miniera, da “Tra il dire e il fare. Cultura materiale della gente di miniera di Sardegna”, di Paola Atzeni
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In Terra di Sardegna si possono percorrere sentieri che salgono sino alla punta più alta del Montalbo per poi discendere nelle gallerie più profonde della terra.

Incastonati uno splendido paesaggio è infatti possibile visitare alcuni dei più bei esempi di archeologia industriale: la miniera Sos Enattos e gli insediamenti ormai dismessi e abbandonati dei villaggi minerari di Guzzurra e Arghentaria.

La prima rappresenta un sito ricco di storia risalente addirittura all’epoca romana. Le tracce di pozzi e gallerie furono conservate sino al 1960, quando lo sfruttamento intensivo del giacimento portò alla loro cancellazione. Dall’800 in poi la proprietà passò per varie compagnie minerarie e privati, sino ad arrivare all’attuale I.G.E.A. Gli scavi e le estrazioni, conclusesi a metà degli anni Novanta, hanno lasciato il posto alla creazione di itinerari fruibili al turista, alla riscoperta di un mondo ai più sconosciuto.

Come per Sos Enattos, il territorio di Lula ospita i ruderi dei villaggi minerari di Guzzura e Arghentaria. Attive per tutto l’800, vennero abbandonate ai primi del secolo scorso. Sono ancora visibili alcune strutture quali l’edificio della direzione, gli alloggi degli operai, la laveria. Ciò che più colpisce di questi siti è la loro collocazione, perfettamente incastonati sulle pendici del Montalbo, a poca distanza dalla panoramica Strada Provinciale 3 che collega Lula a Sant’Anna. Da qualche anno, inoltre, le pareti dei ruderi di Guzzurra ospitano le opere dell’artista Diego Asproni, i cui affreschi rimandano alle figure di lavoratori, uomini e donne, che faticarono tra quelle mura e gallerie.