Romanzesu

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  • archeologia, CulturaCategory
  • COME ARRIVARE: Raggiunto Bitti si attraversa il paese, si continua sulla SS 389 in direzione di Buddusò e, all’altezza del km 54,2, si svolta a d. in una strada asfaltata. Si prosegue per km 1,9 quindi si gira a d. e si segue la segnaletica turistica fino al parcheggio antistante l’ingresso dell’area archeologica e la vicina biglietteria.
  • Cooperativa Istelai - Bitti tel. 0784 414314, +39 333 321 1346 – E-mail coop.istelai@tiscali.it
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Immerso in un bosco di sugherete, in un altopiano battuto dai venti, a soli pochi km da Bitti, sorge il complesso nuragico di Romanzesu. Il nome rimanda alle numerose testimonianze di epoca romana, tuttavia il villaggio, che si estende per circa 7 ettari e comprende, oltre a tante capanne anche templi, un pozzo sacro e una struttura labirintica, risale all’età del bronzo.

Venne scoperto nel 1919 dall’archeologo Antonio Taramelli, che scoprì il pozzo sacro durante i lavori di ricerca dell’acqua. Costruito nei pressi della sorgente presenta una struttura unica nel suo genere. A partire dal vano della scala del pozzo, infatti, si snodano verso l’esterno delle strutture gradonate che delimitano gli spazi lungo un canalone e un bacino circolare. Quest’ultima, la cui forma richiama un anfiteatro, raccoglieva l’acqua del pozzo e probabilmente veniva utilizzata per cerimonie rituali che coinvolgevano l’intera comunità.

Le capanne sono a pianta circolare, e presentano una pavimentazione lastricata, sedili in pietra e grandi focolari. L’impianto abitativo pare risalire a tempi più antichi rispetto a quella del pozzo sacro, facendo dedurre così che in un primo momento l’acqua sorgiva potesse essere utilizzata solo per l’approvvigionamento idrico dell’abitato.

Altro elemento di grande interesse è rappresentato dal grande recinto cerimoniale. Di forma circolare, il centro è raggiungibile attraverso un percorso a spirale e costituiva un ambiente riservato al sacerdote stregone.

Per visite e info potete rivolgervi alla Cooperativa Istelai