carnevale

I dolci di Carnevale: l’apoteosi del fritto.

Più volte si è detto come l’antico calendario agrario segnasse e definisse il tempo festivo e quello ordinario. Tale elemento sta alla base dell’origine del Carnevale, periodo ricco di riti propiziatori finalizzati al richiamare il risveglio della terra e assicurarsi un buon lavoro e un buon raccolto.

Con il passare del tempo, la festa ha acquistato un significato legato sempre più alla religiosità, in particolare a quella cattolica. Il carnevale, infatti precede i 40 giorni di quaresima, periodo di penitenza volto alla riconciliazione con Dio, dove si include una “dieta ferrea”, in cui si bandiscono carni e cibi grassi. Non è un caso dunque che, protagonisti delle tavole carnevalesche siano pietanze a base di carne di maiale e dolci (questi ultimi fritti spesso nello strutto).

La tradizione culinaria di Terra di Sardegna propone diverse tipologie di questi ultimi.

Partiamo da i “rujolos” (Orune). Diffusi in tutto il territorio regionale, sono conosciuti anche come arrubiolus, arruviolos, ruviolos. I rujolos sono legati alla stagionalità della materia prima: il formaggio.

rujolos

Nel caso di Orune si utilizza la ricotta. Con l’amalgama di farina, uova e ricotta (un po’ di acqua e un pizzico di sale) si creano delle piccole palline che andranno fritte in abbondante olio bollente, sino a che non raggiungono un colore dorato. Si possono degustare caldi o freddi. Attenti. Sono come le ciliegie: uno tira l’altro.

A Lula, Bitti e Onanì sono invece diffusi sos uvusones (o vuvusones).

prodotti_tipici_vuvusones_lula_onanì_preparazione

Uova, sale, latte e lievito vanno a costituire l’impasto di frittelle che possono essere degustate sia in versione dolce (con una spolverata di zucchero o un po’ di miele) sia in versione salata, magari abbinata a qualche fettina di prosciutto o salsiccia.

prodotti_tipici_vuvusones_lula_onanì

Qui potete trovare il procedimento.

Negli stessi paesi sopra citati è diffuso un altro dolce, bello, delicato, dorato…e fritto (ovviamente). Si tratta delle origliettas. A Orune sono conosciute come montecadas, ma la loro produzione è legata maggiormente a cerimonie, come battesimi o matrimoni, piuttosto che al carnevale.

lavorazione montecadas

L’impasto, comune a entrambe le versioni, è costituito, come sempre, da ingredienti molto semplici: uova e farina. Ottenuto un composto omogeneo, questo viene disteso al fine di ricavare delle strisce di circa 20 cm di lunghezza e 2 cm di larghezza.

montecadas

origliettas (2)6

Il passo successivo è la disposizione di queste creando una ruota, con raggi (o petali) al centro. In seguito alla frittura, vengono poi immerse nel miele.

montecadas

Il video del procedimento:

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Ora non resta che mangiare… dobbiamo pur “prepararci” al digiuno quaresimale! …e buon Carnevale!