Bitti Sos Papassinos ingappatos (papassini con la glassa) - YouTube - Google Chrome 30102014 18.41.55.bmp

I dolci dell’autunno per eccellenza: sos papassinos

In questo cuore d’autunno, quando il confine tra mondo dei vivi e mondo dei morti si fa labile, vi abbiamo ampiamente parlato (qui e qui) delle peculiarità della cultura popolare di terra di Sardegna.

Il cibo è sicuramente al centro degli usi e costumi e tra questi una parentesi speciale va ai dolci.

Alle sapienti mani delle donne erano affidate le creazioni di pani e dolci che andavano a demarcare tempi festivi e tempi ordinari. Prima ancora che le feste, ciò che dettava la produzione era la terra e il calendario agricolo ad essa connessa. Dalle stagioni, infatti, dipendeva la produzione delle materie prime fondamentali alla creazione dei dolci manicaretti.

Si iniziava a Settembre, Capudanni (il principio dell’anno agricolo), quando dalla vendemmia si potevano ricavare la sapa e l’uva passa. Con l’autunno veniva ucciso il maiale, fonte di innumerevoli ingredienti utili, a partire dallo strutto, utilizzato per lavorare la pasta e renderla più morbida.

Papassini o Pabassinos

E si arrivava così al primo periodo dell’anno in cui il dolce manifestava pieno significato: l’inizio del mese di Novembre, tra la festività di ognissanti e la commemorazione dei defunti.

Si trattava del momento in cui i semi venivano posti nel grembo della terra materna, luogo che condividevano con i cari estinti, i quali, nella concezione arcaica, erano in grado di controllare e garantire una buona annata e un buon raccolto.

Non è un caso quindi che i tanti dolci di questo periodo contengano semi e frutta secca: noci, nocciole, mandorle rappresentavano infatti la vita in potenza.

papassinos

I papassini, sos papassinos, diffusi in tutta l’isola racchiudono tutti gli elementi descritti sino ad ora.

Prendono il nome dall’uva passa, che in sardo viene chiamata papassa, e ricorrono in tante varianti, nella forma e negli ingredienti, ricoperti o meno con la glassa.

papassini (2)

Dolci autunnali, quindi, che assieme alla frutta secca, costituivano oggetto di dono ai bambini che questuavano per le anime.

Abbiamo, ovviamente chiesto la ricetta ed eccola qui:

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Ricetta di Catìa (Bitti)

1 kg. di farina

5 uova

400 g. zucchero

500 g. di uva passa

500 g. di noci tritate

200 g. strutto

30 g. di ammoniaca per dolci

Lievito

Vanillina

Chi gradisce può aggiungere l’essenza dell’anice

 

Non vi resta che provare!