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Casatinas, Casadinas, Cassadinas…

Le abbiamo ammirate, assaggiate, odorate, fotografate. Ora ve le raccontiamo.

Sas Casatinas, chiamate anche Casadinas, Cassadinas, Pardulas (o formagelle) possono essere dolci o salate. Nascono come un piatto che veniva creato soprattutto a Pasqua. Attualmente vengono prodotte quasi tutto l’anno.

Gli ingredienti, come per la maggior parte dei piatti della tradizione culinaria sarda, sono molto semplici.

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A Onanì e Bitti, per la pasta si utilizzano uova, farina, strutto, un pizzico di sale e un po’ di lievito. Si lavorano insieme sino a che la pasta non raggiunge una certa elasticità, così da poter venire stesa con il mattarello. Con l’aiuto di un piatto o di una tazza grande si creano dei dischi, al cui centro viene riposto il ripieno.

Questo è costituito da pecorino fresco, prezzemolo e un po’ di sale, che viene mescolato sino a ottenere un composto uniforme.

Una volta sistemato il ripieno sulla pasta, si sollevano i bordi dei dischi, così da dare la forma di cestinetti. Le piccole onde vengono ovviamente create con le mani e a Onanì vengono chiamate sos najeddos.

Ora si è pronti per la cottura (150° – 160°).

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© Matteo Setzu

Sebbene distanti pochi chilometri, a Orune, invece, si riscontra qualche differenza. Per la pasta viene utilizzata la semola, mentre il ripieno contiene anche le uova. Sempre nel piccolo paese, propongono anche la versione dolce, dove agli ingredienti base vengono aggiunti zucchero, scorze d’arancia e uvetta. Ulteriore differenza, nella versione dolce, a Lula, dove si utilizza la ricotta.

CONTOS IN CUCHINA - casatinas

©Giovanni Carru

La versione salata va servita calda, e costituisce un pasto completo, mentre quella dolce è da assaporare fredda.

Buon appetito!