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Cose da fare in Sardegna: visita a Su Tempiesu

La visita a Su Tempiesu è di certo una delle cose da fare nella vita e in Sardegna. Ti fa proprio fare pace col mondo.

E’ piacevole non solo sostare davanti all’imponente costruzione, ma anche passeggiare per i sentieri che portano alla fonte sacra.

Partiamo da qui. Un cartello ci raccomanda di far si che del nostro passaggio rimangano solo le orme. E davanti a tale bellezza naturalistica anche solo pensare di sporcare diviene un sacrilegio.

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Il percorso, di circa un km, fa immergere il visitatore tra la flora del territorio. Arbusti della macchia mediterranea e alberi creano suggestivi archi naturali che incorniciano la vallata sottostante.

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Ogni tipologia di pianta è accuratamente segnalata con cartelli in sughero che indicano il nome, nelle varianti scientifico-latino, italiano e sardo-rigorosamente- orunese.

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Si continua a scendere (non prima di aver fatto 500 foto) finché, dopo una piccola curva appare lui, maestoso, in tutta la sua grandezza e con la saggezza dei suoi 3000 anni.

Attorno regna il silenzio. Si sente solo l’acqua che scorre.

In un primo momento ciò che si prova è quasi timore di disturbare. D’altronde ci si trova davanti a un monumento di migliaia di anni che gli antichi consideravano sacro. Quindi si sta lì, immobili, ad ammirarlo per un po’, a debita distanza.

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Da vicino si notano quanto quegli stessi antichi (sempre loro) sono stati bravi nell’architettare la struttura. E’ perfetta. Le pietre hanno linee regolari e l’acqua non va oltre lo spazio dei canali che i costruttori gli hanno donato. E’ sicuramente d’obbligo sostare ai piedi del tempio e assaggiare le sue acque, leggere come poche al mondo. E stare lì in silenzio a godere delle musiche della natura e della magia del luogo.

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Ci riferiscono che negli ultimi anni sono sempre più le persone che si recano alla fonte sacra per godere delle sue energie. Ed effettivamente vien da pensare che se questi stessi antichi hanno trasportato pietre dal fondo della vallata sino a lassù un motivo ci sarà stato.

E’ tempo di risalire. La strada del rientro stavolta è differente, dedicata alla fauna del territorio. Si scopre così che volpi, aquile, gatti selvatici e tanti altri sono i veri abitanti del territorio.

Quasi si rientra con rammarico. Non sembra mai abbastanza il tempo passato in quel luogo e diviene naturale ripromettersi di tornarci.

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