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Onanì: la chiesa campestre di San Francesco

La chiesa dedicata a San Francesco è una piccola struttura che sorge poco fuori l’abitato di Onanì.

La sua architettura colpisce per la semplicità, mentre all’interno fanno da padrona i colori accesi dell’affresco sulla parete dell’abside.

Chi apre la porta esposta a occidente ed entra nella chiesetta, vede subito l’affresco in fondo alla navata unica. La luce che illumina morbidamente le immagini sull’altare rende preziosi il pavimento, i muri e il povero tetto di travi e canne.

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L’opera venne affidata nel 1997 al prof. Diego Asproni.

 In un primo momento l’artista pensò di raffigurare la storia del pane, elemento basilare dell’economia familiare. Solo dopo un confronto con il parroco Don Nicola Porcu, i rappresentati del Priorato e alcune persone del paese venne ideato un racconto per immagini dove si sarebbero intersecate scene della vita del santo con Su Contu de su Pane.

Il racconto del Pane e i tralci di vite portati in braccio dai due angeli avrebbero costituito inoltre, un chiaro riferimento ai simboli del sacrificio cristiani, il pane e il vino, appunto.

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 Per raccontare le due storie parallele era necessario un grande spazio, che venne individuato nella parete tronca dell’abside. Il dipinto avrebbe coronato tabernacolo e nicchia.

 L’opera venne realizzato nell’estate del 1998, con il metodo delle giornate, utilizzando la tecnica dell’affresco storico.

 La raffigurazione è di forma pentagonale: i riquadri dei lati esterni sono dedicati alla vita del santo e al percorso che lo portò a rinunciare ai propri averi per dedicarsi alla vita spirituale. La parte centrale dell’affresco, invece, è dedicata al Pane: 12 riquadri raccontano l’intero processo, dal lavoro nei campi alla condivisione dell’alimento all’interno della famiglia.

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 L’artista, però, volle andare oltre la descrizione puramente didascalica di fatti e personaggi.

Con la realizzazione dell’opera, infatti, si decise di creare un percorso capace di portare lo spettatore «in spazi geografici e luoghi dell’anima».

Tanti sono i riferimenti all’attualità.

Foto di Massimiliano Caria

Foto di Massimiliano Caria

Attraverso l’immagine di San Francesco che tenta di raggiungere la Terra Santa si fa riferimento ai «viaggi della speranza di una Umanità in cammino nei mari del mondo», mentre la carcerazione del Santo, ci ricorda che la cella e il suo ambiente cupo è stato costruito per gli uomini. « Salvare le cose preziose, rinnovare e cercare sempre la vita» sono i significati che stanno dietro i riquadri della ricostruzione della chiesa di San Damiano e dell’acqua che scaturisce dalla roccia. La malattia e la povertà, invece, ricorda agli uomini la loro fragilità.

Foto di Christian Forma

Foto di Christian Forma

 I dodici riquadri de Su Contu de su Pane, oltre a documentare il lavoro contadino e la sapienza femminile nella preparazione dell’alimento base delle famiglie, ricorda ai fedeli presenti nella chiesa il sacramento dell’Eucarestia.

 La frescura d’estate e il riparo nelle gelide giornate d’inverno rendono San Francesco un’oasi perenne, spazio per un breve riposo e per riflessioni delicate.

 Si ringrazia il prof. Diego Asproni per averci raccontato la sua opera.